Preambolo pre review: consiglio spassionato per chiunque di voi avesse intenzione di andare ad un concerto all’Estragon di Bologna e non ci fosse mai stato prima: prendetevela con comodo, prendetevi il pomeriggio libero e partite con largo anticipo. A maggior ragione se dovete attraversare i chilometri di cantieri stradali snocciolati perennemente lungo tutto il tratto appenninico. Anche il navigatore più fotonico del mondo non ce la farà a starvi dietro perché diciamocelo, l’Estragon è veramente in un posto improbabile e soprattutto con un ingresso improbabile!!!
Cazzo fa freddissimo a Bologna, e la mezz’ora di coda davanti all’ingresso in attesa di una fantomatica perlustrazione delle borse è veramente una tortura. Finalmente però ci siamo, tra pochi minuti la nostra anima British troverà le proprie soddisfazioni. Tempo di un brindisi maltato, di un coro nostalgico inneggiante la “santa†anima di Liam Gallagher (perchè va detto, se non ci fossero stati gli Oasis…) ed eccoli i Kasabian.
Oh cacchio, ma chi è il tipo dietro al microfono???Non mi dite che è Tom Meighan………..che, passino le origine Italiane, ma non puo’ essere lui, no…. Ed invece era lui con tanto di capello rasato a zero (Liam perdonalo!), occhiale da sole griffatissimo, e canotta nera. British style: zero assoluto. E ho dei testimoni per supportare la mia tesi!
Il primo attacco di chitarra però spazza via qualsiasi dubbio: gran bella musica, gran bei musicisti. Quasi due ore ininterrotte di brit rock graffiante, crudo ed essenziale, pezzi dal nuovo album “West Ryder Pauper Lunatic Asylum†e pezzi più vecchi. Un energia incredibile e crescente dai primi accordi di PROCESSED BEATS, accompagnata dal coro di tutto l’Estragon al completo. Lo stesso vale per REASON IS TREASON, coinvolgente, dinamica, di quei pezzi che ti fanno agitare la testa a ritmo, non puoi tirarti indietro. Tom, che nel frattempo ci ha sfoggiato anche una camicia in jeans, ha una gran bella voce, una voce potente, pulita, da incisione immediata. Inutile sottolineare l’atmosfera e l’energia su SHOOT THE RUNNER: urlata tutta, dall’inizio alla fine, nella tonalità da suicidio delle corde vocali come è nella versione originale, avvolgente, coinvolgente. Qualche livido. LSF: uno dei miei pezzi preferiti,forse anche il più conosciuto, il più noto al pubblico: incazzoso, cupo, urlato, fantastico live. CLUB FOOT , EMPIRE, impossibile non cantarle.
Conclusione: gran bella performance, pulita, energica, coinvolgente e carismatica. A me i Kasabian piacciono parecchio, e con il live ne ho avuto ulteriore conferma. God Save the Queen. Good Save Kasabian.
(Brit) Rock on. Elena









