GRAZIE A TUTTI PER LA STORICA PARTECIPAZIONE…

CI VEDIAMO ALLA PROSSIMA BATTAGLIA…

(FINE AGOSTO DATA DA DEFINIRE)

TENETEVI AGGIORNATI!

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Trovato l’accordo tra Youtube e Siae. I due sono riusciti a trovare un accordo, infatti d’ora in poi Google, proprietaria del canale video più grande del mondo, pagarà una cifra forfettaria alla società di editori e autori italiana. La SIAE ha provato, e prova tuttora a contrastare la pirateria, ma il mondo cambia e con l’era di internet si è dovuta rassegnare. Adesso tutti possono ascoltare musica gratuitamente, con questo accordo quindi, sarà possibile ricompensare gli artisti in base agli ascolti su Youtube (anche quando i brani sono montati su video). Google, secondo le dichiarazioni dell’accordo, assicurerà un trattamento adeguato agli autori e agli artisti, indipendentemente da una loro appartenenza a un etichetta.
per maggiori info: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=9444

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Anche quest’anno un ritrovo di artisti da tutti i paesi per la 23° edizione di Mercantia, il più grande Festival Teatrale di Strada.Sembra di camminare in mezzo ad un set.Un delirio di gente, un esplosioni di suoni e spettacoli in giro per le vie della bellissima Certaldo. Potrete trovare giocolieri, attori, mimi, gruppi musicali e soprattutto bande in giro per il paese, potrete seguirle e saltare fino a che il fiato ve lo permette. Bene arrivare per le 21.00, quando partono i primi spettacoli, per poi replicare alle 24.00.

Lasciatevi trasportare, fin dal tramonto Angeli bianchi immobili sulle mura e trapezisti del Nuovo Circo che volteggia no nel vuoto, accoglieranno gli spettatori alle porte del borgo medievale di Certaldo, il paese di Giovanni Boccaccio, un borgo ancora intatto in tutto il suo fascino. E gli spettacoli inizieranno, ogni sera, con le migliori street band italiane e le più originali parate di strada teatrali:

Carillon, Zastava orchestra, Bandita, Aleph, Nouvelle Lune.

Dalle ore 22 si tacciono le bande e iniziano gli spettacoli veri e propri nelle decine di giardini interni, piazze, vicoli, torri e sottosuoli: dal Nuovo Circo, al teatro popolare, al cabaret, alla danza, alla prosa. Tante le proposte dei generi più tradizionali del teatro di strada: teatro di figura, burattini, marionette, e poi spettacoli di equilibrismo e giocoleria strutturate con scenografie e coreografie, le famiglie d’arte, i seguipersone, i mimi e altro ancora. Decine e decine di gruppi, per oltre trecento artisti coinvolti nel Festival, che è impossibile nominare uno ad uno.

Ultime serate stasera Sabato 17 Luglio e domani Domenica 18.

info: http://www.mercantiacertaldo.it/

Presto saranno disponibili Foto (su picasa) e Video (RIOTVANvideo) della serata di Giovedì 15

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«Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta.»

Chi non si ricorda questa introduzione, chi non si ricorda lo squallore e le lande desolate di un mondo post atomico, chi non si ricorda il guerriero legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto probabilmente non capirà neanche la similitudine.

Il mondo Nba sconvolto dall’ “esplosioneâ€Â  di contratti in scadenza, si presentava ad un mese dalle Finals vinte dai Lakers ancora in subbuglio. LeBron James, “Flash†Dwayne Wade, Bosh, Stoudemire, Paul Pierce, Nowintzky, Joe Johnson, insomma un insieme di stelle bastante per riscrivere il firmamento del basket più spettacolare del mondo era pronti a muoversi, chiaramente a colpi di verdoni.

Le detonazioni all’inizio sono state “strozzateâ€, le bombe (di mercato) sono state almeno in parte disinnescate: infatti i primi a battere un colpo in questa folle post season sono stati gli Atlanta Hawks, che capendo di non poter avere la principessa del ballo si sono accontentati dell’amore del buon Joe Johnson che, per 119 milioni di dollari in sei anni, si è “accontentato†e ha riposto nel cassetto i sogni di gloria in quel di NY, magari sperando di aver la gradita compagnia della principessa sopra citata. A deludere chi voleva una campagna acquisti stellare è arrivata poi la firma di Dirk Nowitzki (80 milioni in 4 anni) che ha scelto di non divorziare dal primo amore, la “sfortunata†Dallas. Intanto franchigie che si erano praticamente autodistrutte per avere più soldi a disposizione da sborsare per coloro che dovevano dargli nuova gloria, cominciavano a tremare: NY, aveva puntato tutto su questo 2010, smantellando la squadra negli ultimi due anni per avere spazio salariale e comprando una stella (Stoudmerie) proprio per essere la più appetibile (economicamente, visto il contesto sportivo deficitario) destinazione per LBJ; a Chicago prima della chiusura del mercato avevano provato a divenire meta intrigante per l’aspirante erede della Divina Scuola del 23 e perché no, per quel ragazzo figlio della Windy City, che aveva fatto fortuna a Miami. In New Jersey, dove da smantellare ci sarebbe solo lo stadio, (all’uscita di un casello autostradale, in un non-luogo; vedesi i sopra citati “squallore e desolazoneâ€) il miliardario russo Prokhorov si muoveva sul mercato, ma non sembrava in grado di convincere nessun top free agent a firmare per una squadra che l’anno scorso aveva “onorato†il suo nome riscrivendo il libro dei record alla poco lusinghiera voce: stagione con meno partite vinte (12 vittorie su 82 partite). A L.A., intanto, la sponda povera, quella degli sfigati Clippers, sperava nel miracolo perché la squadra c’era e c’è, e una star l’avrebbe resa una contender. A Miami invece scorreva sicurezza, Dwayne Wade non voleva un’altra casa, ma quella che aveva voleva arredarla meglio e così, rispettando un patto stretto a Pechino con la maglia a stelle e strisce, Bosh decideva di essere l’armadio a muro in Stile Impero di “Flashâ€.

Insomma come detto “polveri bagnate†e mercato ancora assonnato, già, fino a quando, come nei migliori disaster movie alla tv viene annunciato il giorno del non ritorno:

Giovedì 8 luglio ore 21.00.

Il giorno, La data, il target, il timer che tiene con il fiato in sospeso, che va fermato un secondo prima della detonazione. Sul palinsesto ESPN per quel giorno è programmata lo show in diretta mondiale.

Lo show è “The Decisionâ€, quanto di più americano esista, un programma intero per sentir dire ad un omone che gioca col 23 cosa farà il prossimo anno sportivo. Passano i minuti e dopo le classiche frasi di rito, arriva il “momento Jerry Scotty” :«Quale accendiamo?», tensione a mille, timer che corre implacabile verso il triplice zero che segna la fine…

“I’m going to take my talents to South Beach and join the Miami Heat.â€

http://www.youtube.com/watch?v=RTeCc8jy7FI

La bomba atomica esplode, un esplosione silenziosa, ma allo stesso tempo sconvolgente, l’erede della sacra scuola si unirà a Dwayne Wade e Cris Bosh, formando un terzetto che, a livello di talento, forse non ha pari nella storia di questo meraviglioso sport. Miami esulta, dovrà far quadrare i conti, completare la rosa, gestire talento ed ego sconfinati, scegliere la via giusta per gestire un trio ad un bivio: o gioca con tre palloni, o asfalta chiunque, ma con tre così si può considerare l’unica oasi felice. A Cleveland si bruciano magliette e si odia il ragazzo di casa, quello che c’eravamo tanto amati, quello che aveva donato prestigio ad una squadra, quello che l’aveva resa una contender, quello che aveva cancellato quel fastidioso “Cleveland: the mistake by the lakeâ€, quello delle Finals contro San Antonio, quello che non c’è più, quello che se ne va da vigliacco, da perdente, quello che:«Ora che se ne va lui altro che crisi economica! Sarà meglio svaligiare supermercati finché vendono qualcosa», quello che anche il suo ex presidente già odia. NY si dispera, dopo due anni di saldi, in cui ha svenduto un roster si ritrova con poco o niente, Los Angeles, sponda povera, rimane indifferente, come la classica “bruttona†all’ennesimo rifiuto, New Jersey e Jay Z (azionista della squadra e amico di Lebron) rinunciano all’immediata gloria e puntano su di un progetto a più lungo termine, ma quello che viene dal sito dei Chicago Bulls, o forse farei meglio a dire dalla Sacra scuola di Hokuto, è il messaggio più duro di questa Nba trasformata: «Uno show televisivo? Il vero 23 queste cose non le avrebbe mai fatte».

Non ci sono più aspiranti maestri per la Sacra Scuola di Hokuto… sì, ce n’era uno, ma ora gioca col 6 nel caldaccio afoso di Miami.

http://www.youtube.com/watch?v=c3_yl_Azrls



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Ieri ho ritrovato un biglietto del cinema del febbraio scorso.

Il titolo del film che ero andata a vedere è “Precious†del regista Lee Daniels.

Voi l’avete visto? Se in quel periodo stavate in Italia, di certo non l’avete visto al cinema, perchè nelle nostre sale non è ancora uscito…e chissà se mai uscirà.

Quest’inverno vivevo a Barcellona e dicevo ai miei amici: “ Andatelo a vedere! E’ stupendoâ€, ma loro mi rispondevano che non c’era neanche la pubblicità. “Strano†– pensavo – “qui non si parla d’altroâ€.

Perchè “Precious†è stato un vero successo, di critica e di pubblico.

Basato sul romanzo “Push – la storia di Precious Jonesâ€, il film è stato presentato al Sundance Film Festival e al Festival di Cannes 2009 e tra i produttori esecutivi campeggia il nome di Oprah Winfrey, la più celebre conduttrice televisiva statunitense.

Come se non bastasse ha ottenuto 6 nomination agli Oscar 2010 vincendo la statuetta per la miglior attrice non protagonista: Mo’Nique.

Com’è possibile che un film che ha vinto persino il maggior riconoscimento non sia nemmeno apparso in cartellone in Italia? Io

non riesco a spiegarmelo. Che cosa stiamo aspettando?

In fondo “Precious†parla di una realtà geograficamente e culturalmente lontana dalla nostra…o forse è solo una visione forte del tipo di vita che molti adolescenti fanno anche qui da noi, abbandonati a se stessi e spesso costretti a subire violenze domestiche.

Può dar fastidio a qualcuno che si trattino argomenti un po’ più seri?

Il film è ambientato negli anni Ottanta ad Harlem, famoso quartiere di Manhattan a New York; qui vive la protag

onista di colore Precious, adolescente semianalfabeta e obesa.

La ragazza viene allontanata dalla scuola perchè per la seconda volta rimane incinta di suo padre. La madre la umilia quotidianamente e, pur essendo al corrente delle violenze del marito sulla figlia, non fa niente per aiutarla, anzi si dichiarerà gelosa delle “attenzioni†che l’uomo dedica alla ragazza togliendole a lei.

Precious viene mandata in una nuova scuola dove imparerà ad avere più fiducia in se stessa, a leggere e a scrivere e dove inizierà una vita normale e dignitosa.

Nel cast, oltre alla debuttante Gabourey Sidibe nel ruolo principale, ci sono anche due artisti passati per l’occasione dal mondo della musica a quello del cinema: Lenny Kravitz e Mariah Carey, quest’ultima irriconoscibile e molto intensa.

Il film è una girandola di emozioni, si piange, si ride, ci si arrabbia, si spera.

“Precious†è un simbolo, un esempio positivo per tutti noi;

“Precious†è una che non si arrende nonostante le difficoltà che la vita le mette davanti;

“Precious†è una storia di violenze, di pregiudizi e di paure, ma anche di amicizia, di speranza, di voglia di farcela.

Leggo su internet che da noi uscirà il 3 dicembre 2010 distribuito da Fandango… .Lo spero davvero, tutti si meritano di vedere un film così. Senza censure, ovviamente.

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L’Italia svetta nella classifica dei Paesi i cui Governi più di frequente si rivolgono a Google per chiedere la rimozione di contenuti pubblicati online o l’accesso ai dati degli utenti, piazzandosi al settimo posto in termini di richieste di rimozione (prima di noi solo Brasile, Germania, India, Stati Uniti, Corea del Sud ed Inghilterra) e, addirittura, al sesto se si guarda alle richieste di dati personali (in questo caso dietro Brasile, Stati Uniti, Inghilterra, India e Francia).

Il Governo italiano, infatti, in soli sei mesi, tra il 1° luglio 2009 ed il 31 dicembre 2009 si è rivolto a Google 57 volte per chiedere la rimozione di informazioni e/o contenuti e ben 550 per avere accesso ad informazioni e dati personali degli utenti. Si tratta di dati, già a colpo d’occhio, ben poco lusinghieri e confortanti che divengono addirittura preoccupanti se si prova a leggere tra le pieghe delle statistiche pubblicate – sebbene tra mille cautele ed avvertenze circa il loro carattere poco scientifico e non esaustivo – da Big G.

da Wired.it

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ECCO PERCHE’ VOGLIONO IL BAVAGLIO! read more……



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Segnalo questa importante iniziativa. Dico importante perché:

-Si tratta di editoria di qualità.

-Si tratta di editoria di qualità “non a pagamento”. Significa che gli editori che partecipano sono editori piccoli ma seri.

Cosa sigfnifica seri? Faccio un esempio. Avete scritto un romanzo e volete pubblicarlo. Iniziate a cercare un editore. E per un esordiente non è mai facile.

(Ci sono i grandi editori che per un motivo o per un altro non sono interessati e non sono in grado di interessarsi a voi).

Poi ci sono i piccoli editori. Ci sono quelli che vi dicono ok, scommetto su di voi: pubblicherò la vostra opera. E vi chiedono qualche migliaio di euro di contributo per le spese. Se pensiamo al fatto che non hanno mai letto e corretto il vostro manoscritto, possiamo tranquillamente affermare che una casa editrice a pagamento, di fatto, non fa niente di più di una tipografia.

Ecco: Fiera dell’editoria indipendente di qualità significa che questi editori leggono quel che ricevono, valutano, scelgono, curano, non chiedono  agli autori di pagare per essere pubblicati, ma sono loro che pagano gli autori,  e si fanno il mazzo, nel loro piccolo, per promuovere ciò che pubblicano.

-un editore di questo genere, per sopravvivere, può fare solo una cosa:  pubblicare bei libri e venderli.

-lo spazio che l’attuale panorame culturale italiano riserva a questi editori è minimo.

- Questa fiera è alla sua prima edizione, nessuno ne parlerà, e quindi abbiamo il dovere di parlarne noi.

qua sotto il comunicato stampa, con tutti i dettagli:

Vento Letterario -Fiera dell’editoria indipendente di qualità

Prima edizione – Finale Ligure

Dal 16 al 18 luglio, dalle 17 alle 23, si svolgerà a Finale Ligure, in piazza Vittorio Emanuele II, la prima edizione della Fiera dell’editoria indipendente di qualità. Sarà presente una selezione di 20 editori e si terranno presentazioni nei bar e nei caffè della città dedicate a nuovi autori, nuovi libri, nuovi editori.

Questa fiera nasce dall’esigenza di distinguere le case editrici da quel aziende che fanno pagare per pubblicare spesso senza operare alcuna selezione. La qualità e la selezione del prodotto sono imprescindibili per coloro che operano in ambito editoriale e per i lettori.

È un’occasione per scoprire nuovi libri e conoscere nuovi autori.

L’evento è stato ideato dalla Las Vegas edizioni e organizzato in collaborazione col Comune di Finale e l’Ufficio turismo, la Biblioteca Mediateca di Finale Ligure, la libreria “Come un Romanzo†di Finale Ligure.

Le case editrici che hanno aderito sono 18:30, Bradipolibri, Camelopardus, Fratelli Frilli, Instar, Intermezzi, Iperborea, Isbn, Las Vegas edizioni, La Penna Blu, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Miraggi edizioni, Neo, Nottetempo, Scritturapura, Stampa Alternativa, Voland, Edizioni XII, Zandegù.

Per informazioni:
carlottaborasio@lasvegasedizioni.com

http://ventoletterario.altervista.org/

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Gira su internet una lettera la quale ci ricorda cosa stiano passando i nostri colleghi, amici studenti e cittadini de L’Aquila. E’ nostro dovere, e sarebbe dovere anche di testate molto più importanti di noi, riportare l’attenzione sullo stato degli abitanti della città colpita dalla catastrofe!

“Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di  recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a  posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di  visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che  abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del  centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia  quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno  indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei  soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per  aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio,  torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le  racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E  ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha  più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di  2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non  solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte  quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini  senza casa che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche  quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a  pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza  nessun controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime,  quanto Bertolaso pagava per un’appartamento in via Giulia, a Roma.  La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri  costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle  persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un  giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati  dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei  professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori  in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi  risponde, con la voce che le trema. ” Non è possibile che non si sappia  niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti  televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono  scriverlo.”


Con l’occasione segnaliamo il sito dove potrete trovare le news sulla ricostruzione 6aprile.it

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