insonniacreativaOrmai mancano pochi giorni alla notte bianca in programma tra venerdì 30 aprile e sabato 1 maggio. Quest’anno il titolo della serata sarà “Insonnia Creativa” e il programma lascia ben sperare. Molte le iniziative in programma, tra concerti, reading, mostre e performance artisctiche. Tra i tanti eventi, soprattutto musicali, il filo conduttore, oltre alla creatività, sembrerebbe essere anche il movimento: un giro per la città alla scoperta dei graffiti, concerti itineranti di percussionisti e street band, dj-set itineranti a bordo della tramvia e disco-bus in pieno stile anni 70 e 80. Sembra promettente il conivolgimento da parte del comune di alcuni progetti e iniziative a carattere giovanile, come la performance di disegno automatico “Shot Comics” presso la Casa della Creatività e l’esibizione dei gruppi musicali partecipanti al progetto “Scena Muta”. Di seguito segnaliamo le iniziative più interessanti, metre il programma completo è consultabile sul sito www.insonniacreativa.it
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(ANSA) – ROMA, 17 MAR – Il peschereccio ‘Nico’ con 6 persone di equipaggio di nazionalita’ italiana, e’ stato intercettato ieri da un’unita’ militare albanese. Lo si apprende dal comando generale della Guardia costiera. L’equipaggio del natante era impegnato in attivita’ di pesca al largo dell’isola di Saseno.

L’unita’, che stazza 9 tonnellate ed e’ lunga 15 metri, ‘e’ stata condotta sotto sequestro nel porto di Valona, dove il comandante e i membri dell’equipaggio attendono ora gli esiti del giudizio’.

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Quella che viviamo oggi è l’Era dell’Immagine. Un’era in cui il dato sensibile dell’immagine ha preso il sopravvento sulla parola, come sosteneva un noto “culattone comunista”, Pier Paolo Pasolini. A bollarlo così, fu un consigliere comunale di An, qualche anno fa. Ma erano altri tempi, c’erano altri ideali ed altri interessi. Sia qualche anno fa, sia, a maggior ragione, all’epoca di Pier Paolo Pasolini. A quei tempi le cose diverse, erano tante.
Talmente diverse, che guardando bene con gli occhi del presente a che cosa ci fosse cinquant’anni fa in giro, potremo dire, incredubili e con l’umiltà che si deve alla storia dell’uomo, che si trattasse letteralmente di un’altra civiltà. Trasporti, modalità di scambio delle merci, valori, culture, ideologie. Tutto diverso. Il carburante, il petrolio, quello è lo stesso, è vero. Ma chissà, si sono viste anche delle guerre per il petrolio da allora, magari quello prima o poi finisce e si cambia.Erano diverse anche le telecomunicazioni, e, conseguentemente, anche la comunicazione. In molti aspetti era differente, ve ne sarete sicuramente accorti anche da soli che da qualche hanno non importa più dove avete la cassetta delle lettere, perché il vostro indirizzo non indica più un numero civico ma un nome, e, parimenti, vi sarete anche accorti che esiste una particolare analogia fra il nostro mezzo di condividere informazioni, ovvero di comunicare, e il nostro modo di accumulare cultura, che va di pari passo, a sua volta, con il progresso tecnologico (nel senso che, mutando, e migliorando i mezzi di comunicazione, si è sempre saputo “ricordare meglio il passato” che si è accompagnato a balzi tecnici notevoli, dovuti comunque anche ad altri fattori). C’è stata un’era in cui neanche parlavamo e ci esprimevamo a gesti. Non parlavamo e, perciò, neanche accumulavamo cultura. Poi ci siamo evoluti, ed abbiamo iniziato a parlare, e di conseguenza a ragionare astrattamente e, quindi, a poter trasmettere contenuti. Di fatti, prima abbiamo iniziato a parlare, poi a dipingere. Senza concetti non si disegna, non c’è verso. Infine è arrivata lei, la madre di tutti i libri e il contenitore eterno di ogni sapere: la scrittura. 
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