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L’ascensione di Roberto Baggio

Ho da poco finito di leggere L’ascensione di Roberto Baggio, romanzo scritto a quattro mani da Matteo Salimbeni e Vanni Santoni (edito da Mattioli 1885).

Un libro che attendevo, da lettore e da appassionato di calcio (e, quindi, di Baggio). Un libro in cui il campione è raffigurato in copertina come un santo, con tanto di aureola (la stessa immagine stampata sui meravigliosi santini promozionali che girano per Firenze).

Vi dico cosa mi aspettavo e perché inizialmente mi sono sentito deluso: speravo di trovare un romanzo con Baggio che parla, fa le sue cose, cambia squadra, segna e scarta tutti. Non so perché. Non è colpa di nessuno, tantomeno degli autori. Diciamo che mi sembrava naturale volere un libro dove c’è Baggio che fa così.

Invece c’è un editore che avvicina i due narratori e li ingaggia per scrivere la storia di Baggio. I due partono, girano mezza Italia per ripercorrere la storia del giocatore, che viene pian piano svelata ed arricchita dalle varie testimonianze. Ma giunto a due terzi del libro continuavo a chiedermi “ok, ma verso cosa stiamo andando?”.

È tutto bellissimo, perché bellissimo è Baggio. Ma allora tanto valeva scrivere una biografia, no?

Perché la sensazione era quella di assistere ad un ritratto particolarmente originale, dipinto di volta in volta da personaggi piuttosto incredibili, portati alla narrazione da un meccanismo a tratti brillante e a tratti un po’ artificioso.

Ma tutto ha iniziato ad avere un senso in più a partire dall’incontro dei due narratori prima con un vescovo, un rabbino ed un lama, poi con “i giornalisti di una volta”. È da lì che inizia la meraviglia: non più cronaca e nostalgia, non solo citazioni, confronti e ricordi, ma il passaggio dalla descrizione del campione totale alla ricerca dell’elemento magico, della dimensione mitica e religiosa, che culmina poi nella possessione collettiva, nella follia e nella bellezza non soltanto storica, ma universale.

Una bellezza popolare ma alta, percepibile da tutti ma che io non saprei ridirvi.

Posso solo invitarvi a leggere il libro, e a dare un occhio al video quaggiù.

ROBERTO BAGGIO TRIBUTE

Comments (1)

 

  1. [...] Riot Van, Daniele Pasquini 13/1/2012- (recensione) [...]

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