10 CANZONI SU SETTEMBRE, IL MESE PREFERITO DEL ROCK ITALIANO

Settembre è cambio di stagione e condizione esistenziale. E’ dannazione dei meteoropatici e compagno fedele di chi trascorre agosto in attesa di vedere ingiallire le foglie. Settembre è giornate che si accorciano, scuole che riaprono, ferie che finiscono, tempo di svolte o di ritorno alla routine. Settembre poi, per mille ragioni, è anche il mese preferito dai musicisti italiani: dai grandi classici degli anni ‘70 all’indie-rock più recente, ecco allora una selezioni di dieci canzoni settembrine.

 

1. Cristina Donà – Settembre

Cristina-Donà_album

“Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera”

Solo voce, nessuno strumento: così si apre l’album La quinta stagione di Cristina Donà, una delle più belle voci del cantautorato italiano. Settembre è metafora e simbolo di svolta, di nuovo amore, di nuove ripartenze.

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2. Verdena – 40 secondi di niente

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2004, esce “il suicidio del samurai”, terzo album della band lombarda: è il disco della consacrazione definitiva. Ma tra le più celebri “Mina”, “Luna” e “Phantastica” spunta questa perla. Si può ironizzare sui testi dei Verdena, sul senso delle frasi di Alberto Ferrari e compagnia. Ma direi che qua, almeno per una volta, non ci sono dubbi. Lo spirito settembrino è immortalato e declamato:

“Qui non c’è più calma / settembre ci porterà via con sé”

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3. Area – luglio agosto settembre (nero)

area

E’ la prima canzone del primo album degli Area, quel capolavoro intitolato “Arbeit macht frei”, del 1973. La voce di una ragazza araba declama versi strazianti di amore e pace, poi irrompe  Demetrio Stratos e il prog sperimentale della band. Musica ispirata ai Balcani, ma parole che evocano la sofferenza del popolo palestinese, “Giocare col mondo facendolo a pezzi / bambini che il sole ha ridotto già vecchi”

(Settembre nero il movimento di guerriglia socialista palestinese, divenuto noto per l’uccisione di atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco del ‘72).  

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4. Thegiornalisti – Fine dell’estate

thegiornalisti

Diciamocelo chiaramente: la condizione interiore a cui ci costringe settembre è quella dell’accettazione dell’autunno, alle giornate che si accorciano, alla prospettiva del rientro a scuola. Vista dall’altro lato, però, è molto più semplice da spiegare. Settembre è la fine dell’estate. E’ nostalgia pura. Punto.

“Via questo settembre / voglio tornare a adorarti là / mentre mordevi il cornetto”

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5. PFM – Impressioni di settembre

pfm

La Premiata Forneria Marconi, con uno dei più bei brani della storia del rock italiano, vince sicuramente il premio della settembrosità. L’utilizzo innovativo del moog, un prog virtuoso ma non eccessivo, e soprattutto la fine dell’estate che fa incontrare la natura e l’uomo in un tempo nuovo. Testo scritto da Mussida insieme a Mogol e Pagani, si tocca uno degli apici della canzone italiana. Degne di nota anche le cover di Battiato e dei Marlene Kuntz. 

Dei brani settembrini è senz’altro il più condiviso su Facebook.

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6. Le luci della centrale elettrica – La gigantesca scritta Coop

vasco brondi

Direttamente dall’album d’esordio di Vasco Brondi, capofila della nuova ondata cantautorale italiana, un altro manifesto confuso e straziante sulle paure e l’inadeguatezza di chi non riesce a riconoscersi nel proprio tempo. In un brano dalla struttura vaga, tra i versi che possono somigliare a ritornelli (insieme al memorabile “I Cccp non ci sono più”), spunta sospirata la frase:

“…d’altronde è feroce settembre / come back september / come back september”

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7. Afterhours – Plastilina

afterhours_1995_germi

Quando Manuel Agnelli inizia a cantare in italiano, nel 1995, qualcosa cambia nella scena italiana. Testi arditi, raffinati e disturbanti. Chitarre distorte ed effetti stranianti avrebbero lanciato uno dei più longevi e apprezzati gruppi del nostro rock. Il terzo brano di “Germi”, Plastilina, ha un testo acido e osceno, ambientato proprio sul mese più amato dall’indie:

“Poi viene settembre / E non ho avuto il tempo / Lo sento nel mio seme / Il seme nero e lento

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8. Equipe 84 – 29 settembre

equipe84

1967, brano innovativo, psichedelico, anticipatore del genere: Vandelli e soci ingaggiarono uno speaker radiofonico, e inventarono un notiziario. Al primo verso della canzone fa eco infatti un giornalista (“Giornale Radio. Ieri, 29 settembre…”) e la cronaca colloca così nel tempo la storia di un colpo di fulmine, un incontro casuale da cui scaturisce un tradimento. La canzone fu scritta da Battisti e Mogol, e lo stesso Battisti la inciderà qualche anno più tardi: il brano risulterà più tradizionale, ma non meno bello. La scelta della data è un omaggio alla prima moglie di Mogol, nata proprio in quel giorno.

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9. L’Orso – Ottobre come settembre

L-orso

La più adolescenziale delle band indie italiane, che canta i disagi dei venticiquenni come fossero quindicenni: aprono il primo album spiegando che “ottobre è come settembre” e poi argomentano con versi zuppi d’amori difficili ma sempre carini. Poi puntualizzano: “i marciapiedi di settembre / che si trascina come un cancro / in un ottobre bilancia / che pare non mantenga più promesse o quant’altro”.
Insomma, settembre è così tanto settembre che invade pure ottobre.

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10. I Nomadi – Io vagabondo

nodi

Anni ‘70, voglia di cambiamento, voglia di fuga, voglia di libertà. Chi non l’ha mai cantata almeno una volta in vita sua? Brano intramontabile, adatto al falò in spiaggia, alla gita, all’auto, alla parrocchia, ai pic-nic, a tutto. Obbligatorio stonare sul verso: “Pooooooiiii / Una notte di settembre me ne andaiiii”

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