BLOGROLL: QUANDO LE PUTTANATE VENGONO PRESE SUL SERIO. BAGNI PROELIATOR

di Mattia Rutilensi e Salvatore Cherchi

 

Nicolò “Nebo” Zuliani, è un proeliator, un guerriero. Uno che nelle situazioni critiche non si arrende di fronte all’evidenza, ma comincia a sparare puttanate incredibili, senza fermarsi. Mai. Almeno questo è quello che racconta nel primo articolo del suo blog, bagniproeliator.it, spiegando che il soprannome gli venne dato da una professoressa del liceo durante un’interrogazione di Latino.

Noi potremmo credergli oppure no, magari anche questa è una cazzata delle sue, ma se anche non gli accordassimo questa fiducia, dovremmo comunque attestare che le sue puttanate fanno ridere, tanto. Così tanto che, dopo aver collezionato migliaia di visite al blog, per leggere post di successo come La vera trama di Pacific Rim, i diritti dell’universo, Storie di Droga in un mondo che si droga, ora si può acquistare il suo libro, pubblicato per la Limited Edition Books, e dove, sotto il titolo di La Storia La Fanno Gli Idioti raccoglie i suoi scritti sulle “idee che non hanno mai funzionato”.

Ma cosa rende interessante il suo blog? E soprattutto perché la gente si ostina a prendere seriamente le suddette puttanate? Abbiamo cercato di scoprirlo in una chiacchierata con lui, e se anche voi siete curiosi di saperlo, continuate a leggere.

 

proeliator

Dici che il tuo è “un blog di puttanate che la gente si ostina a prendere seriamente” e da sempre su Internet le puttanate vanno forti, perché allora le tue vengono prese seriamente? Come spieghi questo successo?

Le persone prendono sul serio quello che vogliono. Se hanno preso sul serio Grillo, prendono sul serio anche me (ride ndr). Io cerco di creare dei personaggi, di immedesimarmi nella vita di qualcuno e magari la gente lo prende sul serio ma non ho mai detto di farlo, è una libera decisione. Io ho sempre pensato che mettere culi nell’header desse una chiara impressione, tu non ti aspetti di trovare grandi verità o filosofie di vita all’interno di un blog porno. Invece loro si mettono a fare discorsi lunghissimi, complicatissimi, su riflessioni che io non ho mai fatto. Non ho idea del perché le persone prendano sul serio quello che dico. Ho sempre pensato che il concetto di un blog fosse quello di scriverci semplicemente cazzate.

 

Tra le tante cazzate però dici delle cose che tutti pensano ma nessuno ha il coraggio di esprimere. Molti si ritrovano nei tuoi racconti, ad esempio nel post sulla spiaggia libera.

Oddio, mi hai fatto un bel complimento. Non l’ho mai pensato. Se magari c’è qualcuno che è d’accordo a me fa piacere, ma io parlo a nome mio, non parlo per nessuno. è un fatto collaterale che molti mi dicano: succede così anche da me!

 

Una spiegazione plausibile l’avevi data con il post “la domanda che non devi farmi mai”, dove mostravi gli screenshot delle chiavi di ricerca con cui si arrivava al tuo blog.

Tu vuoi conoscere veramente delle persone che arrivano cercando quelle cose? Io sì! Io voglio davvero conoscerle! Internet è una finestra sul mondo, ma è una finestra molto più approfondita del mondo. Tu quando vedi uno passare per strada non sai che poi la notte cerca “tette + scolopendra” e a me questa cosa diverte tantissimo.

 

Qual è il metodo di creazione dei tuoi post? Come nascono quelli con argomenti storici? Sei un appassionato di storia oppure li cerchi appositamente per trarne materiale per il blog?

Mio padre era nell’aeronautica ed è lui che mi ha trasmesso la passione e l’interesse. A me piace molto leggere, e diverte scoprire quello che succede nella storia. Quando scrivo quei post non lo faccio solo per divertimento, la cosa interessante è vedere come la storia alla fine l’abbiano fatta persone qualsiasi, che hanno fatto gesti grandissimi e hanno cambiato le cose. Oppure gesti piccoli, ma che, come la goccia che fa traboccare il vaso, hanno ribaltato la situazione.

 

Visto che i tuoi post sono un lungo “vomitar veleno”, ad esempio quelli su Masterpiece, su qualsiasi cosa non ti sia piaciuta, portando alla luce anche le varie contraddizioni, per rimanere in tema, ci sono degli argomenti di cui vorresti trattare, ma non lo fai? e per quale motivo?

Questo era nato come il mio blog, poi è diventato una specie di circo e l’aspetto personale si è via via ridotto. Alcuni argomenti più intimi quindi li tengo per me. Non mi ritrovo però nell’espressione “vomitare veleno”: non è quella la mia intenzione. In realtà credo che sia bello ridersi addosso, e prendo per il culo un po’ tutti, me compreso. Io credo molto in quella che Alberto Sordi chiamava “la presa per il culo collettiva”.

 

Con questa domanda in realtà io non mi riferivo tanto agli aspetti privati, quanto ai post che comportano rischi, in cui tratti argomenti passibili di denuncia. Come, ad esempio, il post sulla situazione al Fatto Quotidiano, o quello che poi hai rimosso con lo screenshot della conversazione con “Pisquano Guerra”.

In quel senso sì, ma è normale. Io non sono un esperto di cose giuridiche, ma per fortuna il mio miglior amico sì, e quando legge i miei post poi mi chiama e mi dice cosa devo togliere. Lì sono io che sbaglio e faccio un reato di diffamazione senza rendermene conto. Quindi appena me lo dice io li tolgo. Perché non ho così tanti soldi da spendere in avvocati né ho una redazione alle spalle che mi possa tutelare. Poi la gente è permalosa di solito.

 

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Hai mai la tentazione di modificare i vecchi post del blog?

Sì, certe volte quando rileggo i miei vecchi post a volte mi mangio le mani perchè ci sono molte cose che potevo fare meglio, e altri post che invece andrebbero buttati nel cestino. Altri invece mi rendono orgoglioso. Tieni conto comunque che ho già cambiato 3 postazioni: splinder, blogspot e ora finalmente bagniproeliator.it. Nel passaggio molti post sono andati persi perchè non superavano la selezione, in altri ho fatto minime modifiche. In generale cerco di mantenerli perchè confrontandomi con le cose vecchie riesco a vedere come sta cambiando il mio modo di fare.

 

I lettori comunque ti sostengono molto…

I lettori sono stati sempre dalla mia parte, però ti dico la verità: ai lettori interessa la caciara, loro vogliono il sangue. Sono dalla tua parte, sì, ma i processi non li paghi con le pacche sulle spalle. Come il pubblico sull’arena è dalla parte del gladiatore, alla fine non sono loro a prendersi le spadate.

 

Come è nata la collaborazione con la Limited Edition Books? Ora che anche tu hai pubblicato un libro ti senti realizzato come i concorrenti di Masterpiece?

Sei uno scrittore soltanto se hai pubblicato almeno tre libri, così mi ha detto Tito Faraci. No, non sono esaltato. Sono esaltatissimo! (ride ndr). È fichissimo avere sta cosa, tutti mi chiedono: “Ma l’hai scritto tu? Ma quanto hai pagato per fartelo pubblicare?”. Questo è un libretto piccolo, ma comunque è un inizio, io sono speranzoso e fiducioso che ne seguiranno altri. Ho pubblicato con loro perchè sono gli unici che hanno osato fare una cosa del genere e che mi hanno contattato. Quando ho conosciuto Cristian Borghi (l’editore ndr) mi è piaciuto molto come persona e penso che con il rapporto personale si faccia molta strada a lungo termine.

 

In un vecchio post avevi scritto: “Grazia, Donna Moderna, Cosmopolitan, Vanity Fair […] A me piacerebbe scrivere su riviste del genere, solo che poi dovrei espatriare […] Esiste la controparte maschile: FOR MEN .” Son passati 5 anni, ora che per queste (o simili) riviste ci scrivi che hai da dire a tua discolpa? Perchè non sei ancora espatriato?

Quando ho scritto quel post avevo 29 anni, non così tanto tempo fa, e credo di aver cambiato parecchie idee nel corso del tempo perchè sono una persona abbastanza altalenante, cambio idea in base all’umore e alla gradazione alcolica. In realtà non mi piacerebbe scrivere per riviste tipoGrazia. Però Cosmopolitan, dove scrivo adesso, mi piace un sacco, mi trovo benissimo con la redazione anche se abbiamo punti di vista diversi. Penso che sia la rivista migliore di quel tipo in Italia.

 

Le presentazioni come stanno andando? Quali saranno le prossime date?

Quella di Milano è stata una figata!!! Io ero un po’ alticcio, però comunque sembrava tutto tranne che la presentazione di un libro. La domanda che mi hanno fatto di più i ragazzi era: “ma Ario esiste davvero?” mentre le ragazze mi chiedevano “Ma la tua ragazza legge il tuo blog?” e per fortuna Leonora (la fidanzata ndr) era lì e mi ha difeso, perchè lei lo legge. La cosa che mi ha colpito è quanta varietà c’è. Io pensavo il mio blog come appunto un bar sport, un club per soli uomini che si trovano dopo il lavoro, età 25-35. Invece è arrivato anche un uomo di 50 anni, è pazzesco come scrivere puttanate unisca il popolo! (ride ndr). E poi c’era da bere gratis! Per le prossime date non so, di sicuro saremo a Lucca Comics 2014.

 

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