DALLA PARTE DI YASMIN INCRETOLLI. PERCHÉ LEGGERE “MESCOLO TUTTO”

Dell’ultimo libro della fortunata (leggi: bella) collana di narrativa Tunuè, Mescolo tutto di Yasmin Incretolli, si è già detto molto, spesso a sproposito, prima dell’uscita ufficiale del libro, in flame sessisti e in polemiche improbabili sui social network. Denigrata per lo stile, per l’ambizione del testo e per i temi. Denigrata perché una ragazza esordiente (al primo libro, scelto dall’editore dopo aver ricevuto una menzione speciale al Premio Calvino), giovanissima (classe 94) e bella.

 

libro orsetto

 

Vorrei provare, perché credo sia l’unica cosa che conta, a dire perché secondo me Mescolo tutto è un libro che merita di essere letto.

Trama non originale ma efficace (tardadolescenza, disagio familiare, autolesionismo, isolamento, innamoramento, sesso, fuga, ritorno), il libro della Incretolli si distingue per uno stile e un linguaggio assolutamente originale.

Molti hanno citato Burroughs e Gadda (ci ho trovato più il primo che il secondo). Nel testo della Incretolli lo stile – lirismi, decostruzione della frase, slang, poesia, volgarità e scienza – rappresenta la forma di difesa della giovane Maria, che si serve del proprio particolare linguaggio per prendere distanza dal mondo che abita. Tutti i personaggi con cui parla si stupiscono di quel verbo, di quella stranezza.

La lingua di Incretolli permette inoltre uno straniamento oggettivizzante: la vicenda adolescenziale, per quanto truce e dilaniante, assume un senso diverso grazie alla lingua. Non è sperimentalismo, o almeno non è sperimentalismo fine a se stesso. Ha una funzione fondamentale ed è parte essenziale della storia. Non semplicissimo, forse, di primo acchito, ma neanche il tremendo pasticcio di cui qualcuno si è lamentato. Dopo poche pagine non solo ci si abitua, ci si prende anche gusto.

 

Ok, non si tratta di un capolavoro assoluto o di un libro da leggere a tutti i costi. Questo non vuol dire che va trattato con superficialità, né con lo spirito che online ha accompagnato il dibattito. Va preso per ciò che è: un’opera prima di un’autrice giovanissima.

In questo ambito, nel mondo vastissimo dei giovani autori esordienti, Mescolo tutto è sì un libro che merita di essere letto. Ogni anno in Italia ci sono migliaia di esordi, probabilmente se siete arrivati a questo punto della recensione è perché siete lettori forti. Non possiamo leggere tutto, ci sono delle scelte da fare: Incretolli merita attenzione.

Non so quanti di voi, a 19 anni, fossero in grado di padroneggiare la scrittura come Incretolli.

Pensando all’età dell’autrice mi viene da ricordare il mio esordio, ventenne, e rabbrividisco. Ero più pulito, certo, ma non avevo che un briciolo di quel talento, di quella furia, di quella spregiudicatezza.

 

L'autrice con l'editor Vanni Santoni

L’autrice con l’editor Vanni Santoni

 

Molti hanno detto: chissà se scriverà ancora, cosa ci riserverà per il futuro. Lasciate perdere, non riponete troppe aspettative. Se avete letto Mescolo tutto, che è fiction ma è anche un manifesto disturbato che merita di essere accolto, capirete perché. Dibattere su questo è accendere una rissa in cui l’autrice ha dimostrato di non voler stare. «Fatevi i cazzi vostri», direbbe Maria a chi le chiede conto delle proprie scelte. Non attaccatevi all’autrice a sproposito. Non fate troppi pettegolezzi.

A Yasmin chiedete di Maria e di Chus, chiedete dei loro genitori, delle loro malattie, delle loro perversioni.

A Yasmin non chiedete di Yasmin. Non trasformiamo la narrativa in gossip di bassa lega.

Se il libro non vi piace, in fondo, ci può stare. Recensitelo e stroncatelo; compratelo, odiatelo e sconsigliatelo. A me è piaciuto, ci sono entrato dentro.

Non vale né Gadda né Burroughs, ma resta comunque un grande esordio. E all’autrice mi ha fatto solo volere bene.