THEGIORNALISTI: SCONCLUSIONATE OSSERVAZIONI POST LIVE E CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

“È una questione così senza senso / magari forse un giorno arriverà / qualcuno che mi dica cosa fare / qualcuno che sa già come si fa / ma adesso proprio stai perdendo tempo / continuo a vivere come mi va / sbagliare a vivere mi piace un sacco / se vuoi ti spiego io come si fa…” da Sbagliare a Vivere

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È passata una settimana e qualcosa dal live dei Thegiornalisti alla Flog a Firenze e sono 40 giorni che Completamente Sold Out, ultima fatica del trio romano, gira ovunque io possa ascoltare un disco. Dopo aver constatato questa cosa ed essermi sorpreso di avere in loop proprio quel disco, ho errato smarrito nella mia testa per un po’, assalito dai molti pensieri che ronzavano come le mosche favorite dei muli spagnoli.

Sono arrivato a tante conclusioni, tutte paradossalmente sconclusionate. E pensare che quando scoprii i Thegiornalisti, al primo ascolto, li avevo skippati duro, convinto che non mi stessero dando nulla.

È passato tanto tempo da quel giorno e, vuoi un orecchio cresciuto e diverso, vuoi i casi della vita che avvicinano due mondi interiori come se fossero due distinte manifestazioni di origine similare delle stesse pulsioni ma, ad oggi, li adoro in maniera viscerale. Ed è una roba che trascende il baffo sempre bello e pettinato di Tommaso Paradiso, che trascende la marea di pussy (per dirla alla Shazamo) in piena botta ormonale, urlanti e bagnatissime, che si possono trovare ai concerti.

 

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Sono completamente fatto di Thegiornalisti perché riescono con facilità e leggerezza a buttare nel calderone Dalla, Stadio, Springsteen, Venditti, Oasis, Verdone e la Gerini, Vanzina e poi Muccino, Non È La Rai e Grignani. Ne sono fatto perché hanno portato con una forza dirompente la più verace cultura pop dentro a quello scatolone elitario e autoreferenziale dell’indie (brr, brividoni) italiano.

Sono preso così bene perché ascoltare i 40 minuti di Completamente Sold Out è un viaggio dentro alla felicità di vivere determinati momenti senza alcun freno inibitore, un inno al looserare ed al buttarsi senza alcun tipo di remora. Un pellegrinaggio attraverso tutti quei momenti sacri che ti mancano già nel momento in cui li stai vivendo, tanta è la loro forza. E allora è normale trovarsi da soli “alle due di notte, senza una meta, senza una strada, con gli occhi lucidi, e la sigaretta”, unica tua referente e compagna. Ci hanno donato altri 11 inni, e questo è innegabile. Inni sfacciati, c’è un compendio della chanson italiana parallelamente ad un excursus nella più spiccia cultura popolare.

Anche il live ha tantissima forza e sta in piedi egregiamente: un’ora e un quarto di racconti intimi ma urlati al mondo, in cui i presenti si ritrovano e sulle cui note urlano e piangono e ridono e si sciolgono. Una panoramica sul mondo Thegiornalisti con un occhio puntato sull’ultimo lavoro senza tralasciare i pezzi sacri, ormai entrati nell’immaginario collettivo dei fan della band. E allora spazio anche a Per Lei, La Fine dell’Estate e Io Non Esisto senza lasciare per strada Promiscuità, il pezzo che li ha resi celebri, sulle cui note Paradiso sparisce per materializzarsi in mezzo alla folla (maledetto sia tu, Tommy. Son quasi rimasto ucciso, schiacciato da una mandria di ragazze urlanti che in confronto la morte di Mufasa era roba da cabaret).

 

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Insomma, per concludere questo momento di deliri sconclusionati: un disco ultimo che ha tutto per fare grande la band ed un live che contiene il necessario per divertire ed emozionare chi decide di andare a sentirli. Insomma grazie Tommaso per farci cantare a squarciagola i fatti tuoi, ti voglio bene nonostante tu appaia come il re dei gagaroni e grazie a tutti i Thegiornalisti per prendermi di peso e scaraventarmi ad ogni nota in un “qualche film anni ‘80”.

Per concludere, correte fortissimo verso il più vicino rivenditore di dischi, acquistate Fuoricampo e Completamente Sold Out e abbandonatevi… buon viaggio! Se tutto ciò lo avete già fatto, bravi, continuate così.